In questi ultimi anni IBM sembra aver trovato la sua vera vocazione per la ricerca: lo sviluppo di una intelligenza artificiale (già tempo fa abbiamo avuto modo di vedere l'inizio del progetto del DARPA: trovate qualche approfondimento
qui).
Un gruppo di ricerca condiviso tra IBM e la Stanford University sta mettendo a punto un algoritmo in grado di misurare e creare una mappa delle connessioni cerebrali tra i neuroni (dette sinapsi). Lo scopo ultimo del progetto è di riuscire a riprodurre con fedeltà a livello artificiale queste connessioni, ma soprattutto di replicarne il funzionamento.
Il nuovo algoritmo è stato chimato
BlueMatter e, secondo i piani di IBM, sfruttando al meglio le architetture del supercomputer
BlueGene, dovrebbe essere in grado di riprodurre in modo abbastanza fedele un cervello umano. Per il momento si è riusciti a riprodurre la corteccia cerebrale di un gatto (pari a poco meno del 5% del cervello umano quindi...).
Anche se la strada da compiere è ancora certamente molto, gli scenari che si stanno aprendo sono molteplici ed affascinanti: secondo il capo del progetto, Dharmendra Modha, il nuovo algoritmo, applicato su un cluster di super computer, dovrebbe riuscire ad eseguire in poche ore ciò che un normalissimo laptop eseguirebbe in 500 anni.
Ma ovviamente lo scopo ultimo non è quello di far lavorare più velocemente un portatile, ma di arrivare a comprendere (e possibilmente a replicare) i complessi ed al momento ancora oscuri meccanismi che stanno alla base del nostro cervello. Modha ha così commentato il progetto: "Si tratta di uno strumento senza precedenti che ci permetterà di scendere più a fondo nei meccanismi di funzionamento del nostro cervello, aprendo allo stesso tempo nuovi scenari informatici, inseguiti per più di 60 anni".
I tempi di realizzazione di tutto ciò? Secondo Modha entro 10 anni, quindi per l'inizio del 2020. Staremo a vedere... che l'intelligenza artificiale sia davvero sempre più vicina?