venerdì 17 aprile 2009

Infobloggando Radio - Puntata 4

Finalmente sono tornato! Quanta voglia di registare...
Il lavoro mi perseguita e mi sommerge, ma alla fine sono riuscito a rimettermi al microfono!

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Argomenti:
  • La sentenza di condanna per i quattro creatori di The Pirate Bay
  • Proposta di legge Barbareschi, ovvero "Come sparare nel mucchio per combattere il P2P"
  • Il manifesto del Clod Computing
I links:
La musica:
I riferimenti:
  • Mail: infobloggando@gmail.com
  • Skype: albertoarmida


12 commenti:

Matt ha detto...

Ciao Alberto, bentornato!
Sto ascoltando la puntata, con particolare interesse alla proposta di legge Barbareschi (hai ragione, starebbe proprio bene nel nostro angolo dello stronzo :) ) e pensavo: se è vero che la "pirateria" paga, perchè non si "autopiratizzano" direttamente le major?
Mi spiego: se far scaricare la musica e i film "aggratis" paga più che avere una rete di vendita articolata, con tutto quello che ne segue, perchè le case discografiche / di produzione non fanno direttamente scaricare i loro prodotti gratuitamente dai loro siti rifacendosi con la pubblicità? Sarebbe la soluzione di tutti i problemi.
Poi sono daccordo che per un uso commerciale dei pezzi si paghi, ma per il resto credo che porterebbe solo a vantaggi per le major.
Poi è chiaro che in parte la vendita di cd potrebbe semplicemente continuare parallelamente in misura minore (e magari a prezzi onesti..)
Mi piacerebbe parlarne con qualche cervellone delle case discografiche..
CIao!

Matt ha detto...

ah, dimenticavo.. Sentire microsoft che non sottoscrive qualcosa perchè "non sufficentemente open" fa molto ridere :D

Alberto Armida ha detto...

@Matt: il problema è che una situazione di "autopiratizzazione" aprirebbe di fatto ad una concorrenza molto maggiore, con conseguente abbassamento dei prezzi delle pubblicità (e quindi minori introiti). Con la situazione attuale, di fatto, c'è un cartello tra le major e quindi ci guadagnano molto di più...

Anche io sono rimasto sorpreso dalla presa di posizione di Microsoft relativamente al manifesto "non sufficientemente open". Però, a pensarci bene, da qualche tempo a questa parte l'atteggiamento di Microsoft è decisamente cambiato (in meglio), nei confronti dell'interoperatività verso il "resto del mondo"... Speriamo in bene, i segnali sono positivi :)

reve51 ha detto...

Per quanto riguarda La Baia la faccenda strana è che anche big G fa lo stesso lavoro di cui è stato accusato PB: idicizzare materiale illgeale. Se cerchiamo qualsiasi-film.torrent su google troviamo di sicuro qualcosa di illegale. Come la mettiamo?

Alberto Armida ha detto...

@reve51: mah... diciamo che il lavoro di Google è leggermente diverso da quello di TPB. Google non è un tracker torrent (anche se comunque indicizza il contenuto dei tracker).
Di fatto non mettere direttamente a disposizione i file .torrent da scaricare, ma indicizza solamente il contenuto di altri siti...

Gianluigi Filippelli ha detto...

Bella puntata, in particolare gli accompagnamenti musicali!

Comunque invito tutti i lettori del tuo blog a fare un salto domani su

http://sciencebackstage.blogosfere.it/

C'è un post commemorativo, interessante, credo, soprattutto per gli amanti della scienza in generale.

Saluti a tutti (e in particolare ad Alberto che ci ospita!)

casapizza ha detto...

Io sono per l'autopiratizzazione alla Matt....
Inutile dire che anche a me ha colpito la motivazione alla non firma di Microsoft... ;-)
Credo che si stia aprendo verso il resto del mondo anche perchè a colpi di bocciature da parte dell'antitrust americana non poteva che fare altrimenti.... :D
Ci sei mancato ragazzo....non farci più aspettare così tanto...........lascia perdere il lavoro! Ciauz!

- Marco -

Alberto Armida ha detto...

@casapizza: ehehe :) anche secondo me Microsoft si è stufata di prendere legnate sulle gengive... dai che forsa l'hanno capita ;)
Cercherò di essere più "puntuale" con gli episodi, promesso. Ma purtroppo il lavoro mi perseguita... Chiedete a Gianluigi che ha lavorato con me ;)

Francesco ha detto...

Ottima puntata, come sempre! Come autore di libri e lettore accanito di ebook il discorso sui diritti d'autore mi interessa molto; la carta stampata non è come la musica: la pubblicità è poca (a parte i giornali online) e altre possibilità di guadagno oltre la vendita del testo al momento non ci sono. Il fatto è che usare internet solo come veicolo per far viaggiare pagine stampate è limitativo; l'interattività della rete mi farebbe pensare a una distribuzione di servizi aggiuntivi, per la saggistica, o a una creazione on demand per la narrativa, in cui il libro sia solo il punto di partenza. Purtroppo per quella che è la mia esperienza le case editrici sono molto chiuse e in internet vedono solo il rischio di perdere delle vendite. Mi piacerebbe che in qualche puntata approfondissi questi temi, anche perché dal prossimo anno l'editoria scolastica dovrebbe, per legge, essere disponibile anche in rete.
Attendo la prossima puntata.

Alberto Armida ha detto...

@Francesco: perfettamente d'accordo con te per quanto riguarda il discorso delle case editrici: dire che hanno il paraocchi è riduttivo. Si sono arroccate sul loro bel modello di business, che ha funzionato per decenni e non voglio adeguarsi ai tempi, anzi, cercano di frenare l'evoluzione della veicolazione delle informazioni.
Mi devo informare: mi mancava questa storia dell'editoria scolastica disponibile on-line... interessante.

Francesco ha detto...

Art 15 legge 133/2008: "1. A partire dall'anno scolastico 2008-2009, nel rispetto della normativa vigente e fatta salva l'autonomia didattica nell'adozione dei libri di testo nelle scuole di ogni ordine e grado, tenuto conto dell'organizzazione didattica esistente, i competenti organi individuano preferibilmente i libri di testo disponibili, in tutto o in parte, nella rete internet. Gli studenti accedono ai testi disponibili tramite internet, gratuitamente o dietro pagamento a seconda dei casi previsti dalla normativa vigente.

2. Al fine di potenziare la disponibilità e la fruibilità, a costi contenuti di testi, documenti e strumenti didattici da parte delle scuole, degli alunni e delle loro famiglie, nel termine di un triennio, a decorrere dall'anno scolastico 2008-2009, i libri di testo per le scuole del primo ciclo dell'istruzione, di cui al decreto legislativo 19 febbraio 2004, n. 59, e per gli istituti di istruzione di secondo grado sono prodotti nelle versioni a stampa, on line scaricabile da internet, e mista. A partire dall'anno scolastico 2011-2012, il collegio dei docenti adotta esclusivamente libri utilizzabili nelle versioni on line scaricabili da internet o mista. Sono fatte salve le disposizioni relative all'adozione di strumenti didattici per i soggetti diversamente abili."
Il tutto si ridurrà a mettere in rete i pdf (come temo) o qualcuno riuscirà a inventare qualcosa di interessante?

Alberto Armida ha detto...

@Francesco: interessante... vedo però due possibili "scappatoie" per le case editrici:
"i competenti organi individuano preferibilmente i libri di testo disponibili, in tutto o in parte": ergo, le case editrici metteranno disponibile online solo una parte del libro (magari la parte degli esercizi), obbligando quindi a comprare la versione cartacea, e magari facendosi pure pagare in più per la parte scaricabile, visto come termina l'articolo di legge.
l collegio dei docenti adotta esclusivamente libri utilizzabili nelle versioni on line scaricabili da internet o mista.: come sopra. Le case editrici metteranno online solamente una parte del libro (ovviamente, la meno importante) e continueranno a rendere obbligatorio l'acquisto della versione cartecea.

Comunque mi informerò... ora sono curioso :)