Questa la dichiarazione di Rupert Murdoch: "L'informazione online gratuita avrà vita breve, perchè anche con i nuovi Kindle si potrà accedere alla fruizione di contenuti solo dietro pagamento."
Ovviamente, questa dichiarazione è stata rilasciata con il sorriso sulle labbra (o sarebbe meglio dire, con un ghigno mefistofelico) da parte del capo della News Corporation.

Murdoch che, va ricordato, è alla guida del gruppo proprietario del "The Wall Street Journal", del "Times" e di "The Sun" oltre che di numerose altre testate giornalistiche, ha profetizzato che l'informazione online gratuita come la conosciamo oggi è al limite della sua esistenza.
Sempre secondo Murdoch, i banner pubblicitari non sono sufficienti per coprire le spese e garantire un guadagno per gli editors.
Ecco quindi profilarsi all'orizzonte un nuovo scenario, secondo il quale dovremmo tornare a dover pagare per poter accedere a News ed informazione. Ma perchè questo?
Fondamentalmente perchè l'editoria di stampo "tradizionale" (quindi quella legata tipicamente alla carta stampata) è in una fase di profonda crisi, minacciata proprio da Internet, dai nuovi media e dai nuovi canali di accesso alle informazioni e Murdoch (oltre sicuramente a molti altri "baroni del giornalismo") non vuole arrendersi all'idea che il modello del "quotidiano cartaceo" ormai è superato e DEVE andare a morire, per tutta una serie di ragioni quali l'impatto ambientale (i giornali sono sempre su carta, riciclata o meno, l'inquinamento da parte degli inchiostri ecc) ed il fatto che ormai, nell'era in cui viviamo, caratterizzata da un afflusso costante e velocissimo di informazioni, quando un quotidiano arriva nelle edicole è di fatto già "vecchio" e superato da notizie più recenti ed aggiornate.
A quanto pare però Murdoch non vuole mollare la presa adeguandosi ai tempi e sembra intravedere nel lancio di vari dispositivi come il Kindle e simili (ne abbiamo diffusamente parlato in altri articoli su questo blog) una nuova opportunità di fare soldi in cambio dell'accesso alle informazioni.
Certo, il successo del Wall Street Journal sembra incoraggiante (attualmente la versione online del famoso quotidiano d finanza è consultabile solamente a pagamento), ma se ci si sofferma a pensare un attimo, a chi è destinata questa pubblicazione? A persone che comunque hanno ormai una età più avanzata rispetto all'età del "cittadino medio della rete" e quindi tradizionalmente più legate alla carta stampata... vorrei tanto vedere se lo stesso esperimento, riportato su una testata di stampo rivolto ad un pubblico prettamente più giovane e addentro all'utilizzo di Internet avrebbe lo stesso successo. Io non credo proprio...
Voi cosa ne pensate? Stiamo per tornare a 10 anni fa, epoca nella quale le informazioni erano controllate, filtrate ed epurate e, per giunta, per accedervi era necessario pagare, oppure siamo di fronte all'ultimo colpo di coda di un vecchio leone che non accetta l'evoluzione delle forme di comunicazione a cui lui non può (o non vuole) adeguarsi?
Ovviamente, questa dichiarazione è stata rilasciata con il sorriso sulle labbra (o sarebbe meglio dire, con un ghigno mefistofelico) da parte del capo della News Corporation.

Murdoch che, va ricordato, è alla guida del gruppo proprietario del "The Wall Street Journal", del "Times" e di "The Sun" oltre che di numerose altre testate giornalistiche, ha profetizzato che l'informazione online gratuita come la conosciamo oggi è al limite della sua esistenza.
Sempre secondo Murdoch, i banner pubblicitari non sono sufficienti per coprire le spese e garantire un guadagno per gli editors.
Ecco quindi profilarsi all'orizzonte un nuovo scenario, secondo il quale dovremmo tornare a dover pagare per poter accedere a News ed informazione. Ma perchè questo?
Fondamentalmente perchè l'editoria di stampo "tradizionale" (quindi quella legata tipicamente alla carta stampata) è in una fase di profonda crisi, minacciata proprio da Internet, dai nuovi media e dai nuovi canali di accesso alle informazioni e Murdoch (oltre sicuramente a molti altri "baroni del giornalismo") non vuole arrendersi all'idea che il modello del "quotidiano cartaceo" ormai è superato e DEVE andare a morire, per tutta una serie di ragioni quali l'impatto ambientale (i giornali sono sempre su carta, riciclata o meno, l'inquinamento da parte degli inchiostri ecc) ed il fatto che ormai, nell'era in cui viviamo, caratterizzata da un afflusso costante e velocissimo di informazioni, quando un quotidiano arriva nelle edicole è di fatto già "vecchio" e superato da notizie più recenti ed aggiornate.
A quanto pare però Murdoch non vuole mollare la presa adeguandosi ai tempi e sembra intravedere nel lancio di vari dispositivi come il Kindle e simili (ne abbiamo diffusamente parlato in altri articoli su questo blog) una nuova opportunità di fare soldi in cambio dell'accesso alle informazioni.
Certo, il successo del Wall Street Journal sembra incoraggiante (attualmente la versione online del famoso quotidiano d finanza è consultabile solamente a pagamento), ma se ci si sofferma a pensare un attimo, a chi è destinata questa pubblicazione? A persone che comunque hanno ormai una età più avanzata rispetto all'età del "cittadino medio della rete" e quindi tradizionalmente più legate alla carta stampata... vorrei tanto vedere se lo stesso esperimento, riportato su una testata di stampo rivolto ad un pubblico prettamente più giovane e addentro all'utilizzo di Internet avrebbe lo stesso successo. Io non credo proprio...
Voi cosa ne pensate? Stiamo per tornare a 10 anni fa, epoca nella quale le informazioni erano controllate, filtrate ed epurate e, per giunta, per accedervi era necessario pagare, oppure siamo di fronte all'ultimo colpo di coda di un vecchio leone che non accetta l'evoluzione delle forme di comunicazione a cui lui non può (o non vuole) adeguarsi?





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