venerdì 31 luglio 2009

Robot che si evolvono

Non stiamo parlando dell'ultimo delirio di Hollywood, ma (fortunatamente) della pura e semplice realtà! Scordatevi mega-robot ultra sofisticati dalle sembianze umanoidi che vi guardano con sguardo torvo e vi dicono "Vieni con me se vuoi vivere!", ma di alcune semplici "scatolette" che ricordano vagamente una lattina con le route e qualche lucetta.

Dove sta la particolarità in questi anonimi robottini? Nel loro cervello! Ed in questo caso, di vero e proprio cervello artificiale si può parlare.
All'università di Losanna, un gruppo di scienziati è riuscito a sviluppare un semplicissimo cervello basato su reti neurali, del tutto assimilabile a quello di semplici organismi viventi (qualche insetto, per intenderci). Sfruttando un meccanismo di "riproduzione elettronica" gli scienziati sono quindi riusciti a fare "evolvere" i robot seguendo i dettami della selezione naturale... i risultati?
Ai migliori robot era data la possibilità di "riprodursi", quindi di incrociare il proprio "genoma digitale" con quello di un altro esemplare (semplicemente mischiando in modo casuale i pesi della rete neurale che compone il cervello dei robot), con dei risultati a dir poco stupefacenti!
Nel giro di poche decine di generazioni, questi robot hanno dimostrato un grado di "intelligenza" sempre superiore, riuscendo a trovare il cibo (un caricabatterie) e ad evitare il "veleno" (una postazione, del tutto simile a quella del cibo, che però ne provoca la disattivazione).

La cosa ancora più stupefacente che è stata osservata è come i robot abbiano imparato in modo autonomo a "comunicare" con i propri simili la presenza del cibo mediante gli emettitori luminosi di cui sono dotati. Gli scienziati stanno tra l'altro osservando il nascere di una sorta di primitivo e estremamente semplice "linguaggio", con cui i robot sembrano comunicare tra di loro la presenza o meno di cibo e pericoli.
Un approfondimento molto interessante su questo tema è stato realizzato in una puntata di SuperQuark: vi invito a visionare il video sul sito della RAI.

Alcune persone hanno sollevato delle perplessità su questo genere di attività, arrivando ad ipotizzare che se l'uomo riuscisse a realizzare la vera intelligenza artificiale forte (ossia una mente completamente digitale in grado di autocoscienza) ne diverebbe schiavo...
L'unica cosa che posso dire a queste persone è questa: se veramente l'uomo, come io penso ed auspico, riuscirà un giorno a relizzare un essere intelligente artificiale, in grado di comprendere il mondo che lo circonda, proprio in virtù di questa sua intelligenza e del non essere schiavo delle passioni umane (che risulterebbero per lui un argomento di scarso interesse, per non dire inconcepibile), non solo non ridurebbe l'uomo in schiavitù ma, al contrario, cercherebbe di aiutarlo a sollevarsi da quella che è la sua attuale condizione, ossia poco più di un animale in grado di parlare...

Siamo solamente all'inizio di un viaggio lunghissimo e dai risultati vaghi e tutti da definirsi... ma sicuramente entusiasmanti!!!


domenica 26 luglio 2009

Navigare, chattare e leggere la posta ancora prima di aver accesso il computer

No, non sono impazzito del tutto (anche se c'è chi direbbe di sì :)), ma questa è la nuova proposta che sta arrivando di molti produttori di hardware ed in particolar modo di motherboard.
Da quando premiamo il pulsante di accensione del nostro PC (sia esso un computer desktop, un portatile o un netbook), possono passare da alcune decine di secondi a qualche minuto (se avete Windows Vista, per esempio). Inutile dire come queste attese siano inutili e snervanti per l'utente, che magari deve semplicemente fare un rapido controllo della propria posta elettronica, o deve semplicemente fare una velocissima ricerca su Wikipedia.

Ecco quindi che arriva una nuova proposta dai produttori di computer: un ambiente pre-boot.
Già ASUS ha proposto qualche tempo fa Express Gate, un ambiente pre-boot, pronto all'utilizzo in circa 5 secondi dall'accensione del computer, che consente all'utente di navigare in internet, controllare la posta elettronica, chattare, segnare appuntamenti sul calendario e poche altre funzionalità. Il tutto, ovviamente, mentre il più completo e ben più pesante sistema operativo si sta caricando in background.

A quanto pare l'idea è piaciuta a DeviceVM, che da settembre proporrà notebook e netbook con Splashtop, il proprio ambiente pre-boot che consentirà, in pochissimi secondi dall'accensione del computer, di poter navigare sul web, ascoltare musica, giocare, visualizzare foto, chattare con gli amici ed utilizzare Skype.
Il sistema sarà presente sul disco rigido dei nuovi portatili e, al primo utilizzo, verrà caricato in una speciale memoria flash, in modo tale da sfruttare la meglio la velocità intrinseca tipica di questo supporto di memorizzazione, e da poter quindi garantire le migliori performance e garantire un caricamento pressoché istantaneo.



Il sistema operativo vero e proprio sarà quindi caricato in background, e riceveremo un avviso quando è pronto all'utilizzo.
Potremo comunque tornare in qualsiasi momento in Slashtop premendo un pulsante o, se non presente, una combinazione di tasti impostata dal produttore.

Se da una parte non posso trovare che interessante questa idea (anche solo da un punto di vista squisitamente tecnico), dall'altra mi sorge spontanea una domanda: anzichè fornire un ambiente pre-boot all'utente, perchè i produttori di sistemi operativi non cercano di snellire le fasi di caricamento e di rendere meno "elefantiaci" i loro prodotti?
Negli ultimi anni si è assistito ad una vera e propria esplosione di funzionalità nei sistemi operativi, è vero, ma parallelamente si è anche assistito ad un progressivo ingigantimento degli stessi (inteso come spazio necessario per l'installazione), oltre che ad un sensibile degrado di quelle che sono le prestazioni medie complessive.
Abbiamo a disposizione macchine quad core con svariati gigabyte di RAM... e spesso ci si ritrova a lavorare in modo più lento di quanto si faceva con il nostro fedele 486...

Sinceramente questa soluzione mi sembra come nascondere la polvere sotto al tappeto: ok, l'utente può lavorare dopo pochi secondi dall'accensione del PC, ma il problema di fondo rimane... ottimizzazione!!!

Al momento sono pochissime le realtà industriali che sembrano aver preso sul serio questo problema: Lineo su tutte (ne abbiamo già parlato in passato su questo blog, si veda qui) e Canonical, che nell'attuale versione 9.04 ha sensibilmente abbassato i tempi di boot e promette una ulteriore riduzione nella nuova release 9.10 "Karmic Koala".
Spero sinceramente che anche altri produttori di sistemi operativi vogliano seguire questa "strada maestra"...


domenica 19 luglio 2009

Amazon Kindle: come trasformare un probabile successo in un flop!

Amazon ha da pochi mesi presentato i suoi due nuovi lettori di e-book: Kindle 2 e Kindle DX.
Sui bit di questo blog ce ne siamo occupati a più riprese (si veda qui, qui e qui), esprimendo una certa aspettativa verso questi nuovi prodotti di Amazon e non nego che stavo seriamente valutando l'acquisto... ma dopo l'ultimo "colpo basso" di Amazon, sto completamente rivalutando l'idea!

Ma andiamo con ordine: la nascita e l'evoluzione del Kindle è stata a dir poco travagliata: gli editori hanno di fatto cercato in tutti i modi di "tarpare la ali" al progetto, accampando motivazioni legate al copyright (si veda, ad esempio, la funzionalità TTS del Kindle, a dir poco osteggiata...)

Nei giorni scorsi, molti utenti del Kindle si sono visti "automagicamente" sparire dai propri e-book reader la propria copia digitale (regolarmente acquistata) di "1984" e "Animal farm" di George Orwell.

Un baco di sistema, penserete voi... Purtroppo no!
A quanto pare, a causa di un cambiamento nella politica di distribuzione da parte del detentore dei diritti su questi due libri, il formato elettronico non è più ammissibile e quindi Amazon ha dovuto cancellare da remoto le copie già vendute, provvedendo a rimborsare chi aveva già fatto l'acquisto.

L'impatto dal punto di vista pubblicitario e di immagine per Amazon è notevole: di fatto, il messaggio che si viene a veicolare è che l'acquisto di e-book per il Kindle non è affatto un processo "sicuro", ma che in qualsiasi momento la copia elettronica del nostro libro preferito potrebbe "sparire misteriosamente" a causa dei capricci di qualche editore.
Ma, a parte questo "scivolone d'immagine", la cosa che più mi preoccupa è il fatto che Amazon è in grado di eliminare in remoto libri dai nostri apparecchi... ma dico, scherziamo???
La presenza di questo tipo di accesso remoto sui nostri e-book reader sta a significare che Amazon è anche in grado di avere l'elenco completo degli e-book installati sul dispositivo, di poter effettuare statistiche sulle abitudini di utilizzo degli utenti e chi più ne ha più ne metta!!! Ovviamente, il tutto alla faccia della privacy!!!

Già Apple si è riservata una "backdoor" simile per le applicazioni installate sui propri iPhone (si veda qui): a quanto pare i "colossi" dell'informatica hanno in mente di decidere come e cosa deve essere presente suoi nostri dispositivi, pagati fior fior di soldi... e ovviamente, il tutto sotto il loro stretto controllo e la loro supervisione!!!

A questo punto mi viene da dire solamente una cosa: compriamo solamente prodotti dei quali siamo realmente proprietari! Sia Apple che Amazon sembrano concepire i loro terminali come se fossero in "comodato d'uso"... ma ce li fanno pagare profumatamente!!!


sabato 18 luglio 2009

Oggi ho rischiato l'infarto...

Un piccolo OT, ma questa ve la devo raccontare... :)

Stamattina esco per andare in un negozio di elettronica a fare shopping (l'unico vero "shopping" che un geek può concepire, ovviamente... roba elettronica! :) ).
Prendo la macchina... la MIA macchina! Per chi non lo sapesse, una delle poche cose al mondo di cui sono particolarmente geloso e a cui tengo davvero tanto sono le automobili.
In particolar modo l'automobile che posseggo ora: una Volvo C30 nero zaffiro metallizzato, che mantengo e curo davvero in modo quasi maniacale... deve essere sempre perfetta, pulita, linda e ovviamente... senza il minimo segnino sulla carrozzeria!!!
Ormai ha quasi 2 anni di vita, ma vi assicuro che sembra uscita ora dal concessionario (si veda la foto qui sotto :) )



Arrivato al negozio cerco (come mia abitudine), il parcheggio più isolato e con meno macchine possibile nelle vicinanze, in modo che la possibilità che qualche "idiotonto" mi segni la fiancata con la sua portiera sia minima, parcheggio, ed entro.
Dopo un'oretta circa esco dal negozio, soddisfatto dei miei acquisiti e mi dirigo verso il mio posto auto.
Dall'uscita del negozio il parcheggio in cui ho posizionato la "belva" è longitudinale all'uscita, quindi avvicinandomi posso vedere la macchina di profilo (dalla fiancata destra). Ma c'è qualcosa che non va... Mano a mano che mi avvicino, mi sembra di notare qualcosa di strano...
Mi avvicino ancora di più e.. ORRORE E RIBREZZO!!!!!!!!!! Una orribile riga bianca, che percorre quasi tutta la portiera!destra!! Vi assicuro che mi sono quasi sentito mancare... (la macchina è nera, potete quindi immaginare quanto si noti).
Sembravo Giovanni quando nel film "Così è la vita" trova la sua macchina con ben 3 righe (!!!) sulla fiancata (vedere qui, per l'esempio pratico)

Avevo il cuore in gola e dalla mia bocca ha cominciato ad uscire una serie di sproloqui e di ipotesi circa la professione della madre dell'autore del danno...
Ormai rassegnato alla cosa, giro intorno alla macchina per vedere se ci sono altri danni... quando un piccolo particolare accende un flebile barlume di speranza nel mio triste e sanguinante cuoricino: il talloncino dell'assicurazione! Cosa c'entra, direte voi...
Era attaccato sul lato sinistro della macchina, sul vetro del passeggero dietro all'autista... ma io l'ho attaccato sul parabrezza!!! :D

NON ERA LA MIA MACCHINA, ma un altro veicolo IDENTICO al mio, che ha parcheggiato 2 posti più vicino di me all'entrata!!! :D
Potete facilmente immaginare il mio sollievo quando mi sono girato e lì, a circa 3 metri da me, c'era la mia macchina... SENZA NESSUN SEGNO SULLA FIANCATA!!! :D



venerdì 17 luglio 2009

JQuery: la libreria javascript per scrivere meno, fare di più

Ormai siamo completamente "immersi" all'interno del cosiddetto "Web 2.0", ossia siamo circondati da applicazioni web che richiamano in tutto e per tutto le funzionalità e il look-end-feel delle classiche applicazioni desktop alle quali siamo sempre stati abituati.

Il "motore" che rende possibile questa nuova esperienza utente si chiama Javascript, un linguaggio di scripting poco considerato sino a qualche tempo fa, ma che ora sta vivendo il suo periodo d'oro, proprio grazie al proliferare di portatil e siti di servizi che ne fanno ampio uso (spesso però, abusandone) per offrire ai propri utenti una esperienza di navigazione il più completa ed immersiva possibile.

Sembra tutto bello sin qui... un po' di codice HTML, una spolverata di Javascript, magari il tutto appoggiato su una bella base dati per gestire le informazioni... ed ecco pronto il nostro servizio in perfetto stile Web 2.0.
Purtroppo, come sempre in informatica, non è tutto oro quello che luccica.
Come abbiamo già avuto modo di approfondire (si veda qui), i vari browser implementano le specifiche degli standard web in modo a dir poco personale... e Javascript purtroppo non fa eccezione.
Gli interpreti Javascript (così sono denominati i "motori" che si occupano dell'interpretazione on-the-fly del codice) sono stati implementati senza assicurarsi di essere perfettamente aderenti alle specifiche del linguaggio, con il risultato che il povero sviluppatore si trova a doversi barcamenare e fare mille funambolismi tecnici per riuscire a far sì che il proprio codice Javascript funzioni senza intoppi e sia performante all'interno di ogni browser.

In nostro soccorso però arriva JQuery: una libreria che aiuta lo sviluppatore semplificando notevolmente lo sviluppo di effetti e applicazioni fortemente basate su Javascript.
Mediante un modello ad eventi ed oggetti di alto livello, e sfruttando l'architettura basata su plugin, JQuery consente di realizzare con davvero il minimo sforzo ed in pochissimo tempo anche effetti di notevole complessità.
Se a tutto ciò aggiungiamo la vivace e frizzante comunità che orbita intorno al progetto e la disponibilità di MIGLIAIA di plugin pronti all'uso sul web... JQuery diventa davvero un must per tutti quegli sviluppatori che vogliono tuffarsi nel Web 2.0 senza avere la paura di annegare tra le incoerenze dei browser ed il codice Javascript impazzito...

A questo punto... cosa aspettate a scaricarla? ;)


lunedì 13 luglio 2009

Ventilatore steampunk

Con questo caldo africano (non so da voi, ma oggi a Milano si muore!!!) cosa c'è di meglio di un po' di aria fresca?
Se poi quest'aria fresca è in perfetto "stile steampunk"... meglio ancora! ;)

Il ventilatore che ogni geek vorrebbe!



domenica 12 luglio 2009

Ottimizzare e rendere più veloce Firefox

Firefox è senza dubbio uno dei progetti opensource che più è riuscito negli ultimi anni a guadagnare gli onori della cronaca, proponendosi come l'unica vera alternativa a Internet Explorer di Microsoft.
Anche Firefox comunque (come ogni software) non è scevro da problemi ed errori, oltre a soffrire di un qual certo "gigantismo": l'ingombro della memoria aumenta notevolmente durante le sessioni di navigazione più lunghe (e per chi, come il sottoscritto, apre il browser la mattina e lo chiude la sera prima di spegnere il PC, vi assicuro che è un problema rilevante) ed inoltre c'è un generale lentezza all'avvio, che costringe l'utente ad attendere alcuni secondi tra la pressione del link e l'apertura dell'applicazione.



Anche se entrambe le problematiche sono state notevolmente mitigate con l'avvento di Firefox 3.5 (la riduzione dei tempi di apertura è sensibile anche ad occhio), possiamo comunque operare un piccolo intervento per aiutare il nostro browser preferito ad essere ancora più scattante.

L'intervento in questione ha come scopo quello di ridurre i tempi di apertura del browser, andando ad operare una deframmentazione del database SQLite, che sta alla base del nuovo meccanismo di gestione di preferiti, cookie, feed RSS di Firefox 3.5
Con l'andare del tempo questo database tende a frammentarsi, portando quindi (esattamente come la frammentazione del disco) ad una perdita di prestazioni.
Per ovviare a questo piccolo inconveniente possiamo scaricare un archivio contenente una piccola applicazione che, una volta collocata (con un semplice copia-e-incolla) all'interno della nostra cartella di profilo di Firefox ed eseguita (facendo doppio click sul file IniFox.bat) procederà con la deframmentazione del database SQLite alla base di Firefox, restituendoci il nostro browser veloce e scattante.

Sarebbe davvero interessante se questa funzionalità venisse integrata nella prossima release (oppure integrata tramite un plugin), magari con la possibilità di essere schedulata ad intervalli di tempo regolari oppure attivata con un valore di soglia sulla frammentazione del DB di Firefox...


venerdì 10 luglio 2009

Controllare una gru con il WiiMote

Che il Wiimote, il celebre controller di casa Nintendo abbia rivoluzionato le abitudini videoludiche di moltissimi giovani e meno giovani è cosa nota.
Ma nessuno ha mai pensato di utilizzare il Wiimote al di fuori dell'ambito videoludico o, al massimo, per qualche applicazioni di domotica un po' pazza... sino ad ora!!!

Simon Wittber, un dipendente di una fabbria austrialiana, ha pensato di sfruttare le caratteristiche del controller di Nintendo per controllare... un gru idraulica da 15 tonnellate!

Coadiuvato da un team di colleghi, da tanta buona volonta e da un pizzico di follia (quella di certo non manca!) Wittber, utilizzando il linguaggio Phyton ha interfacciato il Wii Remote al sistema di controllo della gru... con i risultati che potete vedere nel filmato.

Una idea davvero strana! Ma diciamoci la verità... chi non vorrebbe provare a controllare un mostro da 15 tonnellate con il Wiimote? ;)




giovedì 9 luglio 2009

Web Designer Heaven: risorse gratis per web designer e sviluppatori web

Con l'avvento del cosiddetto Web 2.0 tutti gli sviluppatori si sono trovati almeno una volta a dover realizzare una applicazione web, per gli scopi più disparati.

Sebbene la progettazione e la realizzaizone di una applicazione web sia sicuramente una sfida interessante, sia per le capacità tecniche, per le conoscenze e per le sfide che vengono poste allo sviluppatore, spesso ci si trova a dover "re-inventare l'acqua calda" per l'ennesiva volta.

Lo sviluppatore si trova spesso davanti alla necessità di dover realizzare "in proprio" temi CSS o script Java per relizzare una o più funzionalità o layout visti almeno tremila volte su altri siti.
Questo "re-inventare l'acqua calda", oltre che essere una enorme perdita di tempo, presta il fianco a numerose problematiche di gestione: lo sviluppo da zero di qualsiasi componente comporta la necessità di garantire la compatibilità con il maggior numero possibile di browser (che, come ben sappiamo, sono ben lontani dal fornire una interpretazione comune dei linguaggi per il Web).

Allora, perchè non appoggiarci al lavoro di chi ha già affrontato questi problemi ed ha rilasciato a beneficio della comunità il proprio lavoro?
Web Designer Heaven (ossia, il paradiso del web designer) si prefigge proprio questo scopo: offrire una raccolta di icone, texture, temi CSS, immagini e font per il web, il tutto rigorosamente testato e funzionante con la quasi totalità dei browser moderni.

Cosa volete di più? Che qualcuno sviluppi per voi anche l'applicazione? ;)


martedì 7 luglio 2009

Windows Vista Service Pack 2: manutenzione dopo l'installazione

Da poco è disponibile il nuovo Service Pack per Windows Vista che, devo dire, oltre a bug fix minori e a qualche piccola novità a livello funzionale, ha introdotto un sensibile aumento di performances durante le fasi di avvio e arresto del sistema, oltre che nel caricamento della SideBar e durante la copia dei files.

Come ogni programma o patch è chiaramente possibile eseguire la disinstallazione del Service Pack, ma se dopo qualche giorno di utilizzo non si avvertono malfunzionamenti o anomalie nel proprio computer, che senso ha mantenere sul nostro hard disk i file necessari alla distinallazione? Solo ad occupare byte preziosi...

Ecco quindi che Microsoft, con questo ultima Service Pack, ha integrato un nuovo strumento, chiamato Compcln (Windows Component Cleaner). Lo scopo del tool è quello di integrare direttamente i Service Pack per Vista (sia SP1 che SP2) all'interno del sistema, eliminando nel contempo i file necessari per la loro rimozione.

L'utilizzo è dei più semplici: apriamo una console (premendo i testi "Windows" + "R", digitando "cmd" seguito da INVIO nella finestra "Esegui" che appare dopo la pressione dei suddetti tasti).
All'interno di questa console richiamiamo l'applicazione digitando "compcln" e premiamo "invio":
Ci verrà chiesta conferma (ATTENZIONE! UNA SOLA CONFERMA) per proseguire con l'inclusione diretta dei vari service pack all'interno del nostro sistema.



Al termine di questa operazione, non sarà quindi più possibile disinstallare i service pack dai nostri sistemi, quindi va eseguita solamente dopo un periodo ragionevole di tempo dall'installazione dei service pack durante il quale non si sono manifestati malfunzionamenti di sorta.

Dopo la pulizia è consigliabile ovviamente eseguire una deframmentazione del sistema, per riorganizzare i file sul nostro sistema: l'installazione dei service pack aggiorna numerosi componenti di sistema, in varie migliaia di file, creando quindi una notevole confusione sui nostri dischi.


domenica 5 luglio 2009

Come rimuovere un servizio Windows

Sui nostri computer c'è sempre più spesso un viavai di applicazioni, spesso installate anche solamente per prova, per valutarne le funzionalità.
A volte capita però che le procedure di disinstallazione delle applicazioni non siano perfette e che lascino sulla nostra macchina qualche "rimasuglio": nella migliore delle ipotesi, viene lasciata la cartella del programma all'interno della "C:\program files" quindi il problema si risolve (anche se con un certo fastidio) semplicemente eliminando la cartella in questione.

A volte però capita che l'applicazione in questione lasci sul nostro sistema un servizio, configurato per l'esecuzione in modalità automatica, il che comporta, a partire dal riavvio successivo alla disinstallazione dell'applicazione, la visualizzazione del fastidiosissimo messaggio "Impossibile avviare una o più applicazioni o driver" (quanto di più inutile e poco informativo ci possa essere!)
Come risolvere la situazione quindi?



Trasformiamoci in novelli Sherlock Holmes e seguiamoci questa semplice procedura, anche se richiede l'esecuzione di alcuni step:
  1. Apriamo "Gestione computer" (click con il tasto destro su "Risorse del computer" e selezioniamo "Gestione"
  2. Portiamoci in "Visualizzatore Eventi", ed entriamo nella sottosezione "Sistema"
  3. Localizziamo un errore (vengono indicati con una icona rappresentante una "X" bianca su fondo rosso)
  4. Facciamo doppio click sul relativo messaggio per aprire la maschera di dettaglio dell'evento.
  5. Se l'errore è compatibile con la distinstallazione dell'applicazione (ad esempio, perchè cerca un file eseguibile all'interno del percorso dell'applicazione che abbiamo appena disinstallato), segnamoci il nome del servizio (ad esempio "Burning Helper")
  6. Chiudiamo ora la maschera di dettaglio dell'evento.
  7. Portiamoci in "Servizi e applicazioni", poi apriamo la sottosezione "Servizi". Ci verrà ora proposto un elenco più o meno lungo (a seconda di quante applicazioni con servizi avete installato). All'interno di questo elenco, proviamo a cercare il servizio il cui nome abbiamo appena visto nella finestra delle proprietà dell'Evento.
  8. Una volta localizzato il servizio, facciamo doppio click su di esso per aprire la finestra delle proprietà.
  9. Verifichiamo come prima cosa che il percorso del file sia relativo all'applicazioni appena disinstallata, per essere certi di non rimuovere servizi di applicazioni attualmente installate ed attive.
  10. Una volta verificato questo, appuntiamoci la voce "Nome del servizio" (ad esempio "BurningHelper")
  11. Chiudiamo ora la finestra delle proprietà.
  12. Apriamo un prompt dei comandi (premiamo il pulstante Start della tastiera + R, e nella finestra "Esegui" che compare scriviamo "cmd" e premiamo INVIO)
  13. A questo punto basta digitare il comando "sc DELETE [NomeServizio]" (dove ovviamente [NomeServizio] è il nome del servizio che intendiamo distinstallare). Sempre secondo il nostro esempio, scriveremo quindi "sc DELETE BurningHelper".
  14. Premiamo INVIO e, se tutto va bene, avremo un messaggio che ci conferma l'eliminazione del servizio
  15. Riavviamo il PC.
Ora l'odioso messaggio "Impossibile avviare una o più applicazioni o driver" dovrebbe essere scomparso. Se così non fosse, ripetiamo di nuovo la procedura sino ad eliminare tutti i servizi "orfani di file" che abbiamo sulla nostra macchina.
E' comunque buona cosa inviare una nota al produttore del software segnalando l'anomalia durante la procedura di disinstallazione, in modo tale che altri utenti in futuro non si ritrovino nella nostra seccante situazione.


sabato 4 luglio 2009

IBM Milepost: un compilatore ad intelligenza artificiale

I moderni compilatori si posso già definire sufficientemente "intelligenti" per ottimizzare il codice durante la fase di compilazione e di deploy dei nostri progetti, basandosi su insiemi di regole e knowledge base ben precise per applicare determinati algoritmi per incrementare le perfomance complessive dell'applicazione.

Quello che sino ad ora mancava era un compilatore in grado di essere completamente adattativo, ossia di adattarsi e di imparare in modo autonomo nuove regole di ottimizzazione, il tutto ovviamente senza la supervisione dell'uomo.
A quanto pare, anche questo obiettivo è stato raggiunto: IBM ha appena annunciato Milepost, quello che si preannuncia essere il primo compilatore dotato di un vero e proprio motore ad intelligenza artificiale, in grado quindi di adattare la compilazione del codice sulla base della piattaforma sulla quale quest'ultimo andrà ad essere eseguite, e apprendere automaticamente come meglio ottimizzare il software durante il processo di compilazione, per ottenere il massimo dell'efficienza dalla piattaforma.

Secondo le dichiatazioni di IBM, il nuovo compilatore potrebbe ridurre i tempi di sviluppo delle applicazioni di 10 volte (perchè molte ottimizzazioni che gli sviluppatori devono implementare sino ad oggi in modo manuale, verrebbero applicate in modo automatico e trasparente dal compilatore) ed inoltre sarebbe in grado di garantire un aumento delle performances complessive dei software di circa il 18%.

Altra nota estremamente positiva è che il progetto è un derivato del GNU GCC 4.4 e, sempre secondo le dichiarazioni di IBM, sarà rilasciato in licenza open source alla community, che ne potrà poi portare avanti lo sviluppo in modo autonomo!


giovedì 2 luglio 2009

RoboCar: la macchina robotica che ogni geek vorrebbe

Ecco a voi l'ennesima creazione dei giapponesi che, come abbiamo già avuto più volte modo di dire... sono davvero fissati con la tecnologia.
L'aziena ZMP ha prodotto RoboCar, un prototipo di modellino di autovettura, che ad una prima semplicistica occhiata può sembare un comune modellino giocattolo, ma se si osserva con più attenzione si scopre un cuore pulsante con un processore da 500MHz, videocamera stereofonica, sensori vari ed eventuali, connessione wifi e modulo hardware per il riconoscimento delle immagini!!!
Con "sensori vari ed eventuali", intendo una vera e propria schiera di sensori, atti a fornire al veicolo informazioni il più possibile dettagliate sull'ambiente che lo girconda: giroscopio digitali, 3 sensori di accelerazione, 4 encoder per rilevare la velocità di rotazione di ogni singola ruota (più uno aggiuntivo per l'albero motore principale), 8 sensori di distanza all'infrarosso e scanner laser per le profondità...



Un vero e proprio concentrato di tecnologia, tutto comandanto da un "cervello" mosso da una distribuzione ad-hoc di Linux, dotata ovviamente di patch per il supporto real-time (ovviamente!!!).

Lo scopo del progetto: realizzare un prototipo di veicolo che sia utile al file di elaborare algoritmi per la realizzazione di veri e propri piloti automatici (l'ormai quasi leggendaria auto senza guidatore) e per la prevenzione degli incidenti.
L'iniziativa è sicuramente interessante, e sono sicuro che ogni geek che si rispetti ne vorrebbe acquistare una...
Perchè ho usato il condizionale? Perchè il "giocattolino" costa circa 7.000 euro... praticamente il prezzo di una utilitaria vera!!!!