Stallman: per risolvere il problema della pirateria bisogna introdurre una nuova tassa su Internet

| sabato 25 settembre 2010 | |
Richard Stallman, per chi non lo conoscesse, è probabilmente il maggiore esponente del movimento per il Software Libero, ideatore del concetto di copyleft e di numerose licenze per il Software Libero utilizzate ancora oggi (come la GNU General Public License).
Invitato recentemente ad esprimere la sua opinione sul problema della pirateria informatica, Stallman si è dichiarato alquanto scettico circa il corrente concetto di proprietà intellettuale e soprattutto sui metodi attualmente adottati a protezione della stessa.
Secondo Stallman gli artisti ricavano solamente una piccola parte dei profitti derivanti dal loro lavoro (questo lo posso confermare in prima persona... grazie SIAE -.-) e quindi propone la propria "soluzione al problema pirateria": una tassa su Internet!

“Il sistema attuale fa un pessimo lavoro. Ho proposto due metodi di sostegno per gli artisti. Il governo potrebbe riscuotere le tasse (Stallman dimentica tasse come l’ ”iniquo compenso”). Il governo potrebbe applicare una tassa speciale sulla connettività internet o magari usare un po' di entrate e distribuire questi soldi solo per gli autori e gli artisti sulla base della loro popolarità, ma non in proporzione lineare alla loro popolarità “.

In alternativa Stallman propone un sistema di donazioni volontarie agli artisti, molto simile quindi a quanto già presente da anni sui vari sistemi come Mevio e Jamendo... niente di nuovo sotto il sole.

Non so a voi, ma personalmente queste affermazioni di Stallman mi sembra stridano non poco con quanto è andato propugnando per anni, cioè la libertà digitale, la tutela dei diritti dei consumatori e via discorrendo.
Già allo stato attuale delle cose siamo costretti a pagare tasse e balzelli vari sulla nostra (molto spesso misera) connessione ad Internet ed ora Stallman propone di aggiungerci un'ulteriore tassa che non farebbe altro (a mio avviso) che andare ad aggravare la situazione: gli utenti digitali si sentono già sufficientemente vessati e di conseguenza "autorizzati" al P2P (molto spesso illegale) di file digitali proprio a fronte del sillogismo "pago già un sacco di tasse sulla mia connessione!".
Aumentare le tasse sulla connettività Internet degli utenti non farebbe altro che aumentare questa sensazione di vessazione e di fatto gli utenti si sentirebbero ulteriormente giustificati al download illegale di file protetti da Copyright.
Risultato: il filesharing illegale quasi certamente andrebbe ad aumentare, non a diminuire e certamente in misura non direttamente proporzionale a quanto "corrisposto" agli artisti dall'eventuale ulteriore tassa applicata alle connessioni Internet.

Ma dimentichiamo per un momento il discorso P2P, Copyright et similia e concentriamoci invece sull'accesso ad Internet in sé...
A fronte di nazioni (come la Finlandia) che recentemente hanno riconosciuto Internet come un diritto fondamentale dell'uomo, Stallman propone una tassa (ulteriore) su Internet???
Sinceramente non riesco a capire come le idee di Stallman possano convivere con questa (allucinante) proposta...

Riassumendo: il mondo si sta muovendo verso il riconoscimento di Internet come un diritto fondamentale dell'uomo, tutte le associazioni per le libertà digitali (compresa la Free Software Foundation, di cui Stallman è a capo) si battono da anni per l'affermazione della libera circolazione delle idee in rete... e Stallman propone una nuova tasse per l'accesso a questo diritto fondamentale e alla conoscenza condivisa?

Perdonate la mia ottusità mentale (il mio misero cervellino non è di certo agli "augusti livelli" di quello di Stallman...) ma personalmente questa ultima "sparata" del Guru delle FSF mi sembra molto campata per aria... giusto per dare "aria ai denti".

Stallman... prima di azionare la lingua, assicurarsi che la connessione con il cervello sia attiva!



Articoli correlati per categorie



5 commenti:

NeXuS Says:
28 settembre 2010 13:54

Mah, non sono mai stato un gran fan di Stallman, anche se riconosco il grande lavoro che ha svolto per la comunita' del software libera.

Ultimamente, poi, mi sembra sempre piu' lontano dalla realta' e sempre piu' perso nel suo mondo immaginario.

Steve Jobs avra' pure il suo "reality distortion field", con cui alterare la percezione del pubblico, ma Stallman ha un proprio campo che altera la sua stessa percezione.

Edo Says:
28 settembre 2010 14:22

Che ci volete fare, a tutti capita di rispondere un po' a caso se non ha ponderato a fondo sulla questione.

Quelle di Stallman mi paiono esattamente parole in liberta'...

Alberto Armida Says:
28 settembre 2010 14:32

@Nexus: quel che dici è vero. Quantomeno Jobs è cosciente che la percezione del pubblico è diversa dalla sua... Stallman invece sembra non esserne cosciente (o non curarsene minimamente).
@Edo: su questo non c'è dubbio, ma se ti chiami Stallman e ti viene chiesto in una intervista di esprimere il tuo parere... direi che è il caso di ponderare un attimo prima di risponde... ;)

Edo Says:
29 settembre 2010 09:33

Anche se non ti chiami Stallman dovresti ponderare le risposte. Ma tant'e'... anche Lui e' umano.

Steve Jobs e' un grande, bisogna ammetterlo. La apple fa da leader dell'innovazione dei gadget digital-tecnologici dall'introduzione dell'ipod. E lo fa con dei prodotti ganzissimi con un software di merda (ed e' proprio qui che il distortion field agisce: riesce a convinverti che il software sia bellissimo).

Alberto Armida Says:
29 settembre 2010 10:28

Ehehehe :)
Tu pensa che ho amici che sostengono che il software Apple è il migliore...

Posta un commento