Troviamo un vaccino per i videogiochi

| martedì 29 gennaio 2013 | |
No, non sono impazzito, tranquilli... o quantomeno, non sono più pazzo del solito. :)

Quello di questo post non è niente altro che il titolo di un delirante articolo sul quale sono disgraziatamente inciampato stamattina... e non credevo a quel che stavo leggendo!
Se siete amanti del puro masochismo intellettuale, potete trovare il qui l'articolo originale.

Mentre proseguivo con la lettura dell'articolo, nella mia mente mi aspettavo un "finale a sorpresa", nel quale si asseriva che quelle dette poco sopra erano solamente delle baggianate e che nel 2013 non poteva esistere ancora persone che vedevano il mondo dei videogiochi come un qualcosa da cui "vaccinarsi", come un qualcosa da cui difendersi, come un pericolo per i nostri figli, come un qualcosa da estirpare o, se proprio non si riesce ad eliminare radicalmente "il problema videogiochi", controllarlo il più possibile.

Come ho fatto notare al "giornalista" (perché una persona che spaccia come articolo un insieme di retorica e qualunquismo come questo, meriterebbe ben altri epiteti) il fatto che i videogiochi "alienino" i ragazzi, trasportandoli in una realtà che non è la loro, è assolutamente ridicola come argomentazione.
A questo punto, dobbiamo trovare un vaccino anche contro i libri, contro i giochi di ruolo da tavolo, contro la fantasia... sono tutte attività alienanti dalla realtà!
I videogiochi (così come qualsiasi altra cosa a questo mondo), non sono né buoni né cattivi di per se, semplicemente dipende da come se ne fruisce e da quanto se ne fruisce.
Anche un eccesso di lettura o un eccesso di sport non possono di certo essere definiti salutari... gli eccessi non sono mai salutari! E' solo qui la questione!
E' chiaro che se si passa la giornata davanti ai videogiochi, ora di sera si è un po' "rintronati"... ma questo accade anche se si studia per 12 ore di seguito (ammesso e non concesso che il giornalista in questione abbia mai studiato per più di 12 minuti consecutivi).

Vedere poi i videogiochi come un qualcosa che porti gli utenti ad isolarsi, a vivere in un mondo proprio, non è assolutamente vero!
Il videogioco può essere un momento aggregante, un momento in cui genitori e figli per qualche minuto abbattono completamente le differenze di pensiero, le differenze generazionali e si divertono assieme, condividendo qualcosa... e se tutto questo vi può sembrare fantascienza, vi garantisco in prima persona che così non è: giusto giusto a Natale dell'anno scorso ho giocato a Super Mario Kart con mio NONNO di 90 ANNI... e si è divertito come un bambino!

Basta demonizzare i videogiochi: così come la generazione precedente alla nostra ha demonizzato (a torto) televisione e videogiochi, ora è il turno degli "adulti d'oggi" che stanno demonizzando i videogiochi, solamente perché "ai miei tempi non c'erano".
Per tutti coloro che la pensano così, ho una brutta notizia per voi: i vostri tempi sono passati, ora è il nostro tempo... o vi adeguate, studiate e approfondite il fenomeno e (perché no) lo condividete con i vostri figli, o almeno abbiate la decenza e la buona creanza di non riempire l'aria ed il Web con sproloqui pieni di qualunquismo e di retorica, perché siete solamente ridicoli.

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10 commenti:

er_pazzo Says:
29 gennaio 2013 15:33

Da non credere O.O mi sembra di esser tornato all'epoca del mio quinto hanno di superiore dove uno dei prof di elettronica (nonchè vice presice a quel tempo) mi vide giocare a D&D con un gruppo di amici ad un tavolo del bar fuori della scuola (di pomeriggio dopo aver finito da ore le lezioni) ha cominciato a sproloquiare dandoci degli eretici, anarchici e fancazzisti... speravo che la gente fosse cresciuta nel frattempo!!! Sempre piu demoralizzato

Alberto Armida Says:
29 gennaio 2013 17:18

La gente è cresciuta (anagraficamente parlando), ma a quanto pare non è maturata... ed insiste e persiste a rifiutare tutto quello che "ai loro tempi non c'era" come qualcosa di inutile e pericoloso...

Anonimo Says:
31 gennaio 2013 15:35

sicuri di aver letto con attenzione l'articolo?
Non che mi entusiami questo Signor Cazzullo, nè nello stile , nè nei contenuti, quanto meno poco stimolanti a nuove riflessione, ma le vostre reazioni mi sembrano sproporzionate.
Lui stesso afferma:" Quindi i giochi elettronici non sono tutti uguali, e non rappresentano un male in sé".
Personalmente l'alert sulla possibile alienazione da se stessi, che in altri termini puo' essere il rischio di crescere "isolandosi" dalla reale consapevolezza indivisuale, 5 sensi pertanto...Esiste; ne abbiamo prove concrete nella scarsa capacità di costruire relazioni sane e "reali" tra Giovani e NON Solo. Diciamo che trovo interessante qualsisasi spunto di riflessione e che da Babbiona invito solo a sospendere i GIUDIZI e a cercare il DIALOGO. e' solo attraverso gli altri che si puo' cresecere :-) ER PAZZO, forse il tuo prof cercava di salvarti...mio quinto hanno ---dall'ANNO...AHAHAHHA Paola

Alberto Armida Says:
31 gennaio 2013 19:38

Paola, ho letto e compreso perfettamente l'articolo in questione, ed ho letto solo degli sproloqui.
Quello che tu dici può essere vero, ma solo in soggetti già predisposti e comunque può essere anche provocato non solo dai videogiochi, ma ad esempio alla dalla musica ecc... se così fossi, credo che io sarei già autistico da tempo, e ti posso assicurare che, nonostante io abbia giocato, gioco e continuerò a giocare con i videogames, le mie capacità di stabilire relazioni non sono assolutamente calate on in discussione.

Concordo con te: solo attraverso il dialogo si può crescere: lo spieghi tu al sig. Cazzullo dato che, dal suo "articolo", traspaiono solamente pregiudizi e la visione di chi, chiaramente, non ha capito cosa è un videogioco (e che, forse, non ci ha mai nemmeno giocato)?

Anonimo Says:
01 febbraio 2013 17:37

ahahhaha credo che contattero' il sig,Cazzullo e vi prenotero' una cena a lume di Candela! ahahah
Paola

Izzy Says:
03 febbraio 2013 11:15

Ma vabbé, dai, cosa vi aspettate da un “articolo” di 15 righe che parla di videogiochi su una rivista come io donna? Magari il tizio non è neppure così idiota come si è dipinto, ma ha solo scritto quello che pensava volessero leggere le sue lettrici. Ora ci sono moltissime ragazze che giocano ai videogame, ma dubito siano il target di riferimento di quella rivista (settantenni zitelle).
Certo che fa sbudellare dalla risate quando scrive “persino dalla tv”... Cioè, la tv? I ragazzi stanno meno d'avanti alla tv, e noi ci preoccupiamo?! Lo strumento d'intrattenimento più passivo in assoluto, e famoso per la sua capacità di rendere il cervello umano una massa inerte? Stiamo parlando della stessa cosa?
Su, dai, perdoniamolo. Per prostituirsi intellettualmente in questo modo, al punto da sparare banalità anteguerra per far contente le 4 cariatidi che lo leggono, deve essere messo male. A me fa anche un po' pena...

@Paola: patetico quando qualcuno mette in mostra gli errori altrui, per poi commetterne di altrettanti.

Alberto Armida Says:
03 febbraio 2013 13:37

Sai che non so se ho intenzione di "perdonarlo"? La mia nonna mi diceva sempre "Prima di azionare la lingua, assicurati di aver collegato il cervello"...
Tra l'altro, se questo tizio ha bisogno di "prostituirsi intellettualmente" a questi livelli, è meglio che si trovi una lavoro come scaricatore di porto...

Devicetu Says:
28 ottobre 2013 12:52

Il videogioco è divertente quando ti dura 1 ora e non più, ma purtroppo non è mai così. Personalmente solo al pensiero di giocare e perderci 4 o 5 ore su uno schermo senza avere nulla in cambio, mi giudico come una persona inutile. Poi quando si è con gli altri e si gioca in 3 o 4 ci si diverte davvero tanto, diventando così uno dei migliori ricordi della tua vita :)

gotowebtalent Says:
04 febbraio 2014 10:44

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fiocchifiocchi Says:
04 febbraio 2014 10:54

ciao! compliemnti per il blog!
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e lasciate un commento!
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